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Viaggi
15 Settembre 2015
La bellezza del Salento

Lasciare. E’ sempre difficile lasciar andare: un amico, un amore, un’occasione, la propria terra, se stessi. Lasciarsi andare. Imparare ad aspettare il momento, vivere il tempo sfidando le asincronie del destino e percepire l’esatto istante di perfezione cosmica per lasciare la presa. Sfidare la paura del vuoto, che quello c’è sempre dopo.

 

Il vuoto.

 

Avere il coraggio di saltare dall’altra parte, quella che non sai com’è. Quando cresci non sai mai come sarà, la tua vita, pensi solo che hai grandi progetti e viaggerai e lascerai segni nel mondo del tuo passaggio e partirai e costruirai. Lontano. Non pensi alla bellezza di quello che ti circonda perché la bellezza non la vedi. Non la si vede mai, da vicino. Un quadro è sempre un po’ sfocato se si è troppo vicini, è solo facendo qualche passo indietro che ci si accorge della meraviglia. Ed è la meraviglia che io voglio raccontare, la meraviglia che ho visto facendo qualche passo un po’ lontano, la meraviglia del Salento che sta facendo innamorare il mondo.

Nel Salento ci lasci il cuore e non per il mare, le spiagge o il divertimento. Il Salento è terra di possibilità e scelta. Scegliere lo Ionio o l’Adriatico, l’alba o il tramonto, le notti o i giorni. Sceglierlo come meta per perdersi o sceglierlo per ritrovarsi. Ti lascia spazio. Ti insegna ad esistere in un modo che nessuno può comprendere se non ci ha vissuto almeno un po’. Nel caos totale e frenetico della vita, ti offre uno spiraglio di salvezza, ti regala quello di cui tutti avrebbero bisogno, quello che tutti si affannano e cercano: il tempo, ti regala tempo. Tempo per la bellezza. Tempo per godere delle albe e dei tramonti senza fiato, tempo per godere degli inizi e dei gran finali, quelli plateali con l’orizzonte che ti osserva e la luce che ti invade il cuore e ti fa respirare. Ancora. Dopo tanto.

Chi viene nel Salento impara questo, a vivere il tempo, a non correre. Impara l’attesa. L’attesa del sole che sorge dal mare, e che allo stesso modo nel mare rientra, quasi a completare un cerchio di perfezione, quasi a far pensare che il mondo inizi e finisca lí. Ma in fondo non è cosi? E ti regala tempo per te stesso, che poi è tutto quello che vogliamo. Piccoli omini megalomani, che davanti a tanta bellezza di luci, colori e profumi, alla fine, davanti ad un cielo rosa o rosso fuoco, finiscono sempre per pensare a sé e alla propria vita e alle emozioni e ai ricordi.

Ed è qui l’umiltà di una terra come il Salento, non vuole insegnare nulla, non vuole lasciarti niente. Ti riconsegna te stesso, in un’essenza così vera che quasi ti spaventa. E quel quadro di meraviglia, diventa uno specchio multiforme e multicolore che cambia a seconda dello spettatore e ti pone davanti alla tua vita, con dolcezza, come una madre terra, la cui carezza ti pulisce l’anima.

Il Salento è un amante passionale, ma non romantico o sdolcinato, anzi, tormentato e duro e complicato, che ti sta stretto, come tutti i grandi amori. E’ uno di quegli amanti da cui devi scappare, per salvarti. Perché solo andando via, capisci di non poterci vivere senza.

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