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Attualità
05 Marzo 2015
La vera storia della Giornata della donna

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3 maggio 1908 è una data che non molti conoscono: dopo il VII Congresso della II Internazionale socialista del 1907 si iniziò a prendere in considerazione il voto alle donne, infatti i partiti socialisti si impegnarono a «lottare energicamente per l'introduzione del suffragio universale delle donne» senza « allearsi con le femministe borghesi…>>; Corinne Brown, femminista statunitense, non accettava che i socialisti dettassero alle femministe borghesi come e con chi lavorare per la propria liberazione e decise di presiedere nel maggio 1908 la conferenza domenicale tenuta dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater, alla quale furono invitate a partecipare tutte le donne, e qual giorno fu chiamato « Woman’s Day ». Durante la conferenza si discusse dello sfruttamento delle operaie operato dei datori di lavoro, del voto femminile e delle discriminazioni sessuali. Tutto ciò non ebbe un seguito immediato nella lotta del femminismo ma diede un barlume di speranza alla questione femminile in quanto il Partito socialista raccomandò a tutte le sezioni locali «di riservare l'ultima domenica di febbraio 1909 all'organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile»; così il 23 febbraio 1909 fu celebrata la prima festa della donna. Tra il novembre 1908 e il febbraio 1909 migliaia di operaie di New York scioperarono per giorni e giorni per chiedere un aumento del salario e un miglioramento delle condizioni di lavoro. Nel 1910 l'VIII Congresso dell'Internazionale socialista propose per la prima volta di istituire una giornata dedicata alle donne. Mentre in America il Woman’s Day era celebrato l’ultima domenica di febbraio, in alcuni paesi europei si celebrava il 19 marzo, la prima volta nel 1911; secondo la testimonianza di Aleksandra Kollontaj, quella data fu scelta perché, in Germania, «il 19 marzo 1848, durante la rivoluzione, il re di Prussia dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le molte promesse che fece allora e che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne». In Francia si tenne il 18 marzo, data in cui cadeva il quarantennale della Comune di Parigi; a Vienna si celebrò il 1° maggio in concomitanza con le manifestazioni per la Giornata del lavoro. La manifestazione non fu ripetuta tutti gli anni, né celebrata in tutti i paesi e durante la prima guerra mondiale fu sospesa in tutti i paesi belligeranti finché l'8 marzo 1917 a San Pietroburgo le donne si unirono in una grande manifestazione nella capitale per rivendicare la fine della guerra, che non suscitò nessuna reazione da parte dei Cosacchi ed incoraggiò il popolo alle successive manifestazioni che portarono alla rivoluzione che provocò il crollo dello Zar; così l’8 marzo 1917 è passato alla storia come il giorno in cui grazie alle donne russe ebbe inizio la Rivoluzione russa. In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d'Italia, che la celebrò il 12 marzo, prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. Nel 1945 l’UDI (Unione Donne in Italia), formata da donne del Pci, Psi, Partito d'Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro, celebrò la Giornata della Donna nelle zone dell'Italia già liberate dal fascismo e fu scelta la mimosa come simbolo della ricorrenza.

Festa della donna: Leggende che sono diventate “realtà”

Ci sono molte storie fantasiose sul motivo della data scelta per celebrare la Giornata della Donna ma nessuna a un riscontro. Secondo molti l’8 marzo ricorda la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l'incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori (123 donne e 23 uomini, tra cui giovani immigrate di origine italiana ed ebraica). Altre versioni citano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti avvenuti a Chicago, a Boston o a New York. Tutte queste leggende sono state sfatate dai numerosi studi e ricerche fatte da diverse femministe tra la fine degli anni settanta e gli ottanta, nonostante ciò le fale storie sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.

Celebrazione e non festa!

Il Woman’s Day è una giornata in cui ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, un'occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, un momento per riflettere sui passi ancora da compiere. La Giornata Internazionale della Donna, che cade ogni anno l'8 marzo, è tutto questo e anche di più. È un modo per ricordarsi da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando. Andare a vedere spogliarelli, vestirsi di tutto punto per una cena con le amiche, la serata sole donne con obiettivi immorali, e tutto quello che il consumismo moderno spinge a fare non può ritenersi il modo migliore per ricordare le lotte che hanno fatto migliaia di donne nella storia.

L'8 marzo non è un giorno di festa ma una celebrazione per le donne che riuscirono ad ottenere tutti i diritti che noi donne moderne di oggi diamo per scontati.

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L'autore
Fiorenza
Fiorenza

Sono una neolaureata di Scienze della Comunicazione con la passione per la scrittura,i fumetti,i videogiochi e la fotografia.

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