
E’ da poco uscito sul mercato l’ottavo album dei finnici Nightwish (una delle band symphonic metal più famose al mondo) dal titolo “Endless forms most beautiful”. Accompagnato da numerosi trailer, dal singolo “Élan” e, dalla realease del primo brano “Shudder before the beautifiul”.
EFMB è l’album di debutto, se escludiamo il live DVD del 2013 “Showtime, Storytime”, della vocalist Floor Jansen (che sostituisce Anette Olzon) e del polistrumentista Troy Donockley come membri ufficiali del gruppo. Alla batteria troviamo inoltre Kai Hahto (Wintersun) che prende il posto di Jukka Nevalainen, il quale ha abbandonato di recente la parte “attiva” del gruppo per motivi di salute.
Il disco tratta la tematica dell’evoluzione darwiniana e, come esponente di questa teoria, troviamo Richard Dawkins nel ruolo di narratore.
Dopo una brevissima introduzione si parte subito con la prima traccia, “Shudder before the beautiful” una traccia molto “Heavy” con delle buone parti orchestrali e, un particolare assolo in cui tastiera e chitarra si rincorrono, dopo un pezzo del genere ci si potrebbe aspettare una frenata da parte dei Nightwish, invece no! “Weak fantasy” riprende l’ondata energica della prima traccia e, la porta a compimento, senza rinunciare ad una parte acustica molto bella e molto “folkeggiante”.
Si passa così alla terza traccia, l’amato/odiato primo singolo “Élan”, decisamente più rilassato rispetto ai due brani precedenti e, forse anche un po’ più prevedibile come struttura. Chiamiamolo pure “radiofonico”, ma è comunque un pezzo abbastanza riuscito, seppur non, secondo me, al livello dei due precedenti.
Dopo essersi rilassati con “Élan” una brevissima introduzione orchestrale presenta “Yours is an empty hope”, forse il pezzo più aggressivo dell’album, alla voce interviene anche il bassista Marco Hietala che in questo disco ha delle parti vocali molto più limitate rispetto ai lavori precedenti. Degno di nota è inoltre il growl effettuato dalla cantante Floor.
Questa quarta traccia potrebbe far storcere il naso a qualcuno, in quanto alcune parti sembrano ricalcare piuttosto esplicitamente il brano “Dark chest of wonders” (album “Once”, 2004).
“Our decades in the sun” ricalca invece la già ben consolidata struttura delle ballads stile “Nightwish”: calma e rilassata si prefigura come un ascolto gradevole e, adatto a tutti.
Segue “My walden” brano dominato nell’introduzione dalle atmosfere celtiche create da Troy Donockely che poi si ripercuoteranno in gran parte della traccia, rendendola particolare.
La title track “Endless forms most beautiful”, annunciata da poco come secondo singolo estratto è una canzone con un ritornello che prende subito e, si fa ricordare senza se e senza ma. Dopo qualche traccia più rilassata si torna all’aggressività grazie a delle parti di chitarra che appesantiscono il pezzo in maniera notevole.
“Edema ruh” e “Alpenglow” sono invece delle canzoni carine, ma non brillano di luce propria secondo chi scrive.
Il synth utilizzato su “Alpenglow” ricorderà ai più appassionati le sonorità di “Dark Passion Play” (2007) e del brano “Bye bye beautiful” appartenente al medesimo album.
La strumentale “The eyes of Sharbat Gula” funge da preludio per la maestosa “The greatest show on Earth”, un pezzo di 24 minuti molto particolare in cui il tema darwiniano viene espresso appieno.
Brano non per tutti, ma che, se ascoltato fino in fondo si rivela molto bello. Diviso in cinque parti, rispecchia senza pochi giri di parole la voglia di Tuomas di fare le cose in grande e con stile.
VOTO 7.5
“Élan”
https://youtu.be/zPonioDYnoY
"Shudder before the beautiful"
https://youtu.be/5diJsEdLS_8