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Attualità
06 Novembre 2014
GARANZIA GIOVANI: L’ULTIMA BEFFA IN GIRO DI UN PAESE ADDORMENTATO

Molti conoscono la situazione italiana, anche se non la vivono con gli occhi di chi si affaccia ora sul mondo del lavoro e trova solo un baratro senza conforto. Ci si sente dire che il lavoro fisso non esiste più, che “non ti possiamo assumere perché non abbiamo soldi”, anche quando poi andando a vedere il fatturato dell’azienda si comprende che i soldi ci sono. La tecnica della scusa, si sa, è un’arte del Bel Paese. Pochi conoscono invece il programma - scarsamente pubblicizzato - Garanzia Giovani, che in realtà ai giovani non garantisce nulla. Si tratta di un fondo europeo pensato per le aziende. A loro viene spiegato che prendendo giovani in età di apprendistato (fino a 29 anni) per un tirocinio della durata massima di 18 mesi (spesso insufficienti a soddisfare quella richiesta di esperienza) non dovranno pagare nulla. Il pagamento del tirocinante avverrà tramite un fondo europeo stanziato presso le diverse Regioni. Allo stagista si dice che il suo stipendio partirà da 500 euro, omettendo il fatto che si tratta di una cifra lorda. In tal modo lo stato italiano può appropriarsi di soldi che altrimenti non gli apparterrebbero. Essendo poi un tirocinio non si capisce a cosa servirebbero queste imposte, poiché non è prevista la maturazione di contributi. Si promette inoltre all’azienda un incentivo monetario per un eventuale assunzione. Tuttavia quando l’ente capisce che dovrà iniziare a pagare il nuovo dipendente preferisce dire chiaro e tondo “L’assunzione è un’utopia, non possiamo permettercelo”, caccia il malcapitato ormai inutilizzabile e pesca un nuovo sventurato, tutto felice di ricevere uno stipendio con cui non riuscirà a fare la spesa al discount. La beffa di un sistema economico che non funziona non per la crisi quanto per la mancanza d’ingegno non finisce qui. Infatti il bando afferma che tutte le risorse dovranno essere inserite nel programma entro la fine dell’anno, ma non potranno svolgere nessun altra attività, nemmeno di tipo formativo. In questo modo, chi volesse portare avanti degli studi universitari, piuttosto onerosi, e pagarli di propria tasca, si vedrà scendere dalla fronte solo sudore freddo. Con l’attivazione della Garanzia Giovani chi vuole investire nel proprio futuro è costretto a lasciar perdere e chi ha bisogno di una minima liquidità alla fine rimarrà comunque con un pugno di mosche.

Enrico Fede

L'autore




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