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Sport
03 Febbraio 2015
L'allenatore medio italiano

Nel panorama socio-culturale italiano d'oggi il calcio riveste un ruolo importantissimo. Tutto ciò è dovuto al risalto mediatico di questo sport, non esiste, infatti, un notiziario italiano di qualsiasi genere che non si soffermi sulle gesta dei "professionisti" del pallone. Ma il calcio non è soltanto quello che vediamo in televisione, il calcio è anche educazione a livello giovanile, hobby per chi lavora tutto il giorno e alla sera ha bisogno di staccare insieme agli amici o divertimento che porta ad arrotondare lo stipendio con quelle poche centinaia di euro che le categorie dilettantistiche, a volte, possono garantire. Una figura tra le più importanti, e quella su cui mi voglio soffermare, è quella dell'allenatore. Questa persona deve saper tirare fuori il meglio dai bambini/ragazzi/uomini che si trova davanti, compito non facile ma comunque cruciale per il buon funzionamento del gruppo squadra. Però, purtroppo, al giorno d'oggi troviamo fin troppi allenatori dilettanti che si ispirano, e purtroppo ritrovano, a quei loro colleghi che guadagnano milioni di euro all'anno diventando non solo personaggi sportivi ma anche mediatici. È qui che si trova l'errore più comune del "mister" provinciale. Questa persona non può infatti pretendere che un suo atleta, per esempio un adulto lavoratore, si lasci prendere a male parole o insulti durante un allenamento per un passaggio sbagliato senza che questo reagisca in malo modo. Tantomeno un allenatore deve imporre al bambino che allena comportamenti scorretti con il solo fine di raggiungere la vittoria, che nei ragazzini conta poco o meno. Io non sono un allenatore e anzi gioco da 14 anni con il fine di divertirmi, perché se avessi il solo obiettivo di guadagnare qualcosa avrei già smesso, e non ho ancora l'esperienza per giudicare l'operato di gente che allena da anni, la mia vuole essere solo una piccola riflessione o richiesta: allenatori siate più umili  e disponibili verso chi si viene ad allenare dopo ore intense di lavoro, siate più educatori che cercatori di gloria con i vostri bambini....insomma siate meno Walter Mazzarri e più Maurizio Sarri.

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