Otto marzo, la tanto celebrata “Festa della donna” è alle porte. Ma nelle immagini e nelle parole che ricorrono nei giorni precedenti alla giornata, quali sono i denominatori comuni? Molto semplice. Pagine e immagini Facebook con donne belle e sorridenti cosparse ovunque di mimose fiorite o addirittura donne seminude e ammiccanti; pubblicità a destra e a manca di discoteche o locali dove si potrà assistere a caldi spogliarelli maschili, oppure anche a spogliarelli femminili... Alla fine gli uomini devi pur accontentarli, no? Mica possono stare in casa a lavare i piatti, mentre la moglie o la fidanzata sono in giro a spassarsela nella tanto agognata serata delle donne!!!
Povera Italia, direbbe mio nonno. Povera Italia però lo dico anche io, soprattutto quando mi capita di vedere la pubblicità di una nota marca di profilattici, dove vengono immortalati oggetti del piacere femminile insieme a gel lubrificanti, il tutto ornato da un bel fiocchetto rosa e dallo slogan “Otto marzo... Addio mimose. GIRLS JUST WANNA HAVE FUN!!!”.
Quante donne che hanno lottato si staranno rivoltando nella tomba??? Inoltre spero che l'indignazione causata da questa commercializzazione di una giornata simbolo della lotta femminile non scaturisca solo in me, ma in tutte le donne che si trovano dinanzi a simili insulti.
Per renderci conto di cosa stiamo parlando, almeno per quanto riguarda l'Italia...
Nel settembre 1944 si creò a Roma l'UDI (Unione Donne in Italia), per iniziativa delle donne militanti nel PCI, nel PSI, nel Partito d'Azione, nella Sinistra Cristiana e nella Democrazia del Lavoro. Insomma fu proprio la neonata UDI a prendere l'iniziativa di celebrare nella giornata dell'otto marzo, dapprima nelle zone dell'Italia libera nel 1945 e dall'anno successivo in tutto il Paese, la Giornata Internazionale di Lotta e di Festa della Donna. Dopo la fine della guerra, le militanti Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei decisero di istituire la mimosa come fiore simbolo della Giornata. Il motivo? La mimosa era un fiore povero e facilmente reperibile nei primi giorni di marzo. Ho usato l'imperfetto poiché al giorno d'oggi un mazzolino di mimosa lo si paga a caro prezzo.
In questa giornata, come però anche in tutte le altre della nostra vita, dobbiamo ricordare le lotte e le sofferenze delle donne venute prima di noi, che ci hanno permesso di essere quello che siamo e di essere libere di esprimerci, di rivendicare i nostri diritti e di alzare la voce.