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Attualità
22 Novembre 2015
Tremarono i cuori

Tremarono i cuori

35 anni dal terremoto dell'Irpinia

 

“Era una domenica come altre, o almeno così sembrava. Eravamo tua mamma, tua zia ed io e stavamo nel magazzino di mia sorella Angela, aspettavamo insieme che chiudesse per andare tutti a casa sua che era a pochi metri di distanza da dove ci trovavamo. Verso le 19.35 sentimmo un boato strano e le persone scesero in strada urlando e piangendo dalla paura. Nessuno capiva cosa stesse succedendo. Uscimmo in strada anche noi. Presi tua madre e tua zia con la mano e cercammo di arrivare alla piazzetta per poi arrivare a casa di mia sorella (era distante 2-3 metri) ma non riuscivamo a camminare; non era la paura a fermarci ma le onde sismiche che tendevano a portarci nella parte opposta. C’era chi cercava di correre ma cadeva, chi con i bambini in braccio piangeva senza sapere dove andare e cosa fare; c’era panico ovunque ma soprattutto paura per qualcosa che non sapevamo cosa fosse! Sono stati i 90 minuti più lunghi della mia vita.”

Questo è quello che mia nonna mi racconta da quando sono piccola ogni anno. Il 23 novembre è diventato un giorno indelebile nella mente di chi quel giorno l’ha vissuto. Niente potrà far dimenticare la paura provata, le persone in lacrime, le case che cadevano come fossero castelli di carte, i corpi senza vita di chi non ce l’ha fatta.  La scuola elementare e media che frequentava mia madre diventò un cumulo di polvere, scomparve in un secondo come se non fosse mai esistita; molti palazzi caddero potando via con loro adulti, anziani e bambini. Molti dicono che l’unica cosa positiva fu il fatto che era domenica e la scuola era chiusa altrimenti ci sarebbero state più vittime.

 

Fatti storici

Il terremoto dell’Irpina colpì la Campania, la Basilicata e la Puglia, coinvolgendo 679 comuni. La scossa di magnitudo 6.9 durò 90 secondi e in Irpinia provocò 2.914 morti e 8.848 feriti, oltre a circa 280.000 sfollati. L’ipocentro fu di circa 30 km di profondità e l'epicentro fu identificato tra i Comuni di Teora, Castelnuovo e Conza della Campania. I comuni più duramente colpiti (decimo grado della scala Mercalli) furono quelli di Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant'Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto e Santomenna, senza dimenticare i numerosi crolli avvenuti a Napoli, Poggioreale e Balvano. Un elemento che aggravò la situazione fu il ritardo dei soccorsi; i motivi principali di ciò furono due: la difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso nelle zone dell'entroterra, dovuta al cattivo stato della maggior parte delle infrastrutture, e la mancanza di un'organizzazione come la Protezione Civile che fosse capace di coordinare risorse e mezzi in maniera tempestiva e ottimale. Il primo a far presente questa grave mancanza fu il presidente della Repubblica Sandro Pertini che di ritorno dall'Irpinia, in un discorso in tv rivolto agli italiani, denunciò con forza il ritardo e le inadempienze dei soccorsi, che sarebbero arrivati in tutte le zone colpite solo dopo cinque giorni. Il presidente affermò in un’edizione straordinaria Tg2 del 26 novembre: «Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi».

 In seguito alla notizia del terremoto, furono inviate alle popolazioni colpite soldi per la ricostruzione e unità militari e personale specializzato da Stati Uniti, Germania Ovest, Arabia Saudita, Iraq, Algeria, Belgio, Francia, Austria, Jugoslavia e Svizzera.

 

Per non dimenticare

Quando succedono delle catastrofi non bisogna mai dimenticare! L’arte, dal teatro alla pittura, ci aiuta a fare ciò. Tra le opere d’arte che riportano alla mente il terremoto più temuto del 900 bisogna ricordare:

- Rassegna artistica “Terrae Motus” (1984), curata da Lucio Amelio e ospitata alla Reggia di Caserta, composta da oltre settanta opere sul tema del sisma del 1980; tra gli autori, anche Keith Haring e Andy Warhol.

- È una domenica sera di novembre” - documentario di Lina Wertmüller (1981)

“...e dopo cadde la neve” - lungometraggio di Donatella Baglivo (2005)

“90 Secondi” - documentario di Giuseppe Rossi (2010)

“Lamento per Rosetta” di Mario Trufelli (poesia scritta a Balvano il 24 novembre 1980).

“Luna dei Terremotati” di Angelo Curcio (poesia, Avellino, 2010)

“90 secondi, dopo” – opera teatrale scritta ed interpretata da Lucilla Falcone, Associazione Culturale La buona creanza.

 

 

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L'autore
Fiorenza
Fiorenza

Sono una neolaureata di Scienze della Comunicazione con la passione per la scrittura,i fumetti,i videogiochi e la fotografia.

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