"Lo stato italiano è stata una dittatura feroce che ha messo a faerro e fuoco l' Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d' infamare col marchio di briganti." - Antonio Gramsci.
13 Febbraio 1861, cade Gaeta, ultimo avamposto meridionale. Termina l' indipendenza del florido Regno delle Due Sicilie. Eppure stranamente non pare proprio che, oggi che è appena trascorso il 13 Febbraio 2015, i programmi televisivi, i social e i giornali ne abbiano marcato la ricorrenza, salvo qualche sporadico caso. Bè allora risulta facile dedurre che neanche l' unito e culturalmente nutrito popolo italiano ne sappia davvero qualcosa.
Si è parlato della shoah, delle foibe, dei gulag socialisti. Il mondo sa come è andata e chi odiare per questo. Ma chissà se si è a conoscenza che 80 anni prima dei lager nazisti i primi campi di concentramento nascevano a Fenestrelle, Alessandria, Milano, Genova per i deportati soldati meridionali dell' esercito borbonico. O, se vi è più consono, si può definirli briganti, camorristi o in qualsiasi altro modo vogliamo chiamare dei soldati che hanno combattuto per la propria nazione contro l' invasione (e non la spedizione) di un esercito straniero, come fecero poi i partigiani, che tuttavia vengono ricordati diversamente nei libri di scuola.
Ed è interessante capire se la gente sa che in nome dell' unità d' Italia 54 paesi furono rasi al suolo e 1 milione di persone uccise. Forse il mondo non è neanche al corrente del fatto che Napoli, capitale del regno duosiculo ed oggi capoluogo campano, terra di povertà e malfunzionamento, era fino al 1861 la terza città più florida d' Europa, la quinta nel mondo. Poichè la terra invasa dai rifiuti fu la prima a portare in Italia nel 1832 la raccolta differenziata, e poi ancora la prima illuminazione a gas, la prima rete ferroviaria, la prima officina meccanica e tanti altri primati che ci fanno sbarrare gli occhi se pensiamo alle condizioni della città oggi.
Effettivamente i dati mostrano proprio un collasso dell' economia meridionale dal 1861 in poi. Per incapacità a gestire o per la malavita direbbe qualcuno. Ma la verità parla di 443 milioni di Ducati-oro di patrimonio del Regno Borbonico, contro i 27 milioni di Lire di quello Sabaudo e gli 8 della Lombardia. Con l' unificazione del debito pubblico quei soldi pagheranno tutti i debiti del nord. Ma lo spirito nazionalistico e unitario dei nordisti non si ferma qui. Nel 1864 l' "Italia" espropria e vende tutti i beni del sud, il cui ricavo viene utilizzato per rilanciare l' agricoltura in Valle Padana. Così nel 1865 falliscono tutte le aziende del Sud e la pressione fiscale viene aumentata dell' 87 %, in modo da poter finanziare le nascenti industrie piemontesi e lombarde.
Anzitutto, il fatto è che a scuola ci hanno raccontato una storia diversa, semplicemente perchè i protocolli scolastici vigenti furono creati proprio da Cavour. Ecco perchè nessuno sa, ed ecco perchè i meridionali sono stati etichettati dagli altri e ahimè a volte anche da loro stessi non per quello che sono, ma per il disegno fatto per loro. D' altronde un paese creato sulla menzogna non poteva che proseguire nella menzogna. Ma ancor peggio dello sterminio c' è lo sterminio dimenticato.
"Per liquidare i popoli si comincia col privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un' altra cultura, inventa per loro un' altra storia. Dopo di che il popolo incomincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. E, intorno, il mondo lo dimentica ancora più in fretta." - M. Kundera.