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YoungPress
Viaggi
03 Marzo 2015
24 ore d'Erasmus

Come vi immaginate che sia una giornata di uno studente Erasmus che vive a Salamanca?

La sveglia suona alle 8, ma mi impongo di non alzarmi dal letto prima delle 8.10, non so bene il motivo ma fatto sta che quei  10 minuti a volte mi danno speranza di poter rimanere ancora al caldo sotto le coperte e a volte mi fanno ansia, sapendo che alle 9 inizia la lezione che non posso assolutamente saltare. Fortuna che abito vicino al campus e una camminata aiuta a svegliarmi. Ma prima caffè, fetta di pane con burro e marmellata (se uno spagnolo leggesse la parola "burro" penserebbe che io faccia colazione con un asino, il che non sarebbe male, almeno lui non mi riempirebbe di domande al mattino e si limiterebbe a ragliare), mi lavo i denti e di corsa cerco cosa mettermi tra la montagna di vestiti lasciati sopra la sedia. Prendo le chiavi, saluto Iván (un ragazzo da Ávila che studia informatica) e mi avvio al campus con il volume delle cuffiette decisamente troppo alto.  Le lezioni sono in spagnolo ovviamente; prima di partire ho conseguito  il B1, ma una volta arrivato qui ti rendi conto che la strada è in salita, molto in salita per raggiungere il perfetto parlare e accento . Mi aspetta una dura giornata e il vento freddo di Salamanca non aiuta. La professoressa è in ritardo, certe cose non succedono solo in Italia alla fine. Non è mai facile fare amicizia in una classe di soli spagnoli al terzo anno di università: hanno già i loro gruppetti, le loro amicizie, certo non ti escludono ma non è mai facile inserirsi, specie se non parli bene spagnolo e ciò che vorresti comunicare non arriva proprio come vorresti . Mi siedo di fianco a Ana, una ragazza da Pamplona con cui sono solito trovarmi e per il suo modo di fare devo dire che le sue origine Navarre si vedono eccome. Sono ancora mezzo addormentato ma non importa. Oggi è venerdì e sono super felice per l'inizio del fine settimana.  Alle 14 in punto esco dalla classe e corro a casa affamato come un lupo. Iván mi apre la porta, mi chiede come è andata e mi dice che ha preso anche per me i biglietti dell'autobus per Ciudad Rodrigo. Perfetto direi. Devo  sbrigarmi a mangiare che alle 15.30 devo registrare il settimanale Spazio-Erasmus per la Radio universitaria. Mentre sparecchio la tavola arriva Toni, un ragazzo da Eivissa che vive con noi, con una faccia pallida e due borse sotto gli occhi, indizio di qualche festa di troppo e qualche ora di sonno in meno. Li saluto amichevolmente e mi avvio correndo alla Radio, mi stanno tutti aspettando. Lavoro in gruppo con tre italiani (tranquilli che in qualsiasi città del mondo di italiani ne troverete sempre ed è facile identificarli) e una ragazza francese, da Marseille. Il programma dura mezz'ora, di solito sono sempre gli stessi ad ascoltarci ma non importa; lo facciamo più per divertimento e non si sta tanto a guardare gli ascolti. Finito la registrazione mi avvio verso la Plaza Mayor, il luogo di ritrovo per qualsiasi appuntamento. Ad aspettarmi c'è Andreia,una ragazza portoghese e la sua amica Evelin di origine svedese. Fa sempre un certo effetto vederle insieme: Andreia è di bassa statura, con la pelle super abbronzata (vive a Madeira per intenderci), un piercing sul naso e una folta chioma di capelli nerissimi. Evelyn è l'opposto quasi: altissima, carnagione bianca e capelli biondi. Ci dirigiamo a prendere un caffè a Casa Lis, sede del  museo  di art Nouveau y art Déco con dentro un' ottima caffetteria e una terrazza che da sul rìo Tormes e sul ponte romano. Un panorama molto bello, perfetto per un po' di tranquillità. Dopo un po' mi accorgo che è già tardi e alle 18.30 parte l'autobus per Ciudad Rodrigo e durante il carnevale tutta la gente si sposta là per fare festa. Il paese non è lontano da Salamanca e per tutto il tragitto il paesaggio è sempre lo stesso: campi,alberi e tori. Pochi sono gli insediamenti umani. Nel viaggio c'è tutta la voglia di scaricare l'ansia accumulata dalla settimana. Iván ha preso una bottiglia di un buon rosso, Toni un liquore ibizenco e Eva la nostra amica messicana ha in borsa  la Tequila. L'organizzazione è la seguente:  assistere all' encierro dei tori liberi per la città e trovarsi poi con un' altra compagnia di nostri amici nel capannone allestito per le feste nel cuore della città. E' qui che inizia el verdadero fin de semana. Era poi la prima volta che vedevo uno spettacolo del genere: tori da quasi 500 kili correre come fulmini per la calle e una moltitudine di gente davanti correndo per evitarli. Mi riparo dietro un burladero (una parte della barriera che delimita la corsa) e assisto con faccia incredula alla gente correndo. Il clima è festoso e il paese intero si ferma per questo evento molto sentito e sembra che tutti si divertano. Mi viene quasi voglia di provare a correre insieme ai tori ma subito ci ripenso per mancanza di coraggio e esperienza, quest'ultima certo mancava al ragazzo americano che qualche ora prima è stato letteralmente incornato sulla coscia da un toro. Ma inizia a farsi tardi e la festa per noi qui è ormai sul finire. Alle 23 si ritorna a Salamanca pronti per fare serata. Doccia, gel, vestito buono e siamo tutti pronti per uscire a mezzanotte passata. Qui la sera non è un problema, i locali stanno aperti fino a tardi e ci sono sempre offerte convenienti su cui contare. Passiamo dal pub stile anni 50 alla discoteca dove la canzone del momento è ancora la Gasolina, con sosta intermedia all'Irish Theatre,  non una vera discoteca ma neppure solo un bar. E' qui che incontro la maggior parte di studenti  Erasmus e le domande sono sempre le stesse: come ti chiami, di dove sei, cosa studi. Giusto per rompere il ghiaccio insomma. Vedo una ragazza da sola in mezzo alla pista e ora tocca a me decidere che percorso seguire se a) invitarla a ballare magari con una bella cerveza in mano o b) portarla a vedere il cielo di Salamanca, un affresco raffigurante le costellazioni, della fine del 400 e dipinto sull'arcata di un antico palazzo universitario. Uno spettacolo unico al mondo.  La scelta è stata fatta e la serata prosegue il più delle volte con gente che conosci al momento e non bisogna preoccuparsi perchè con la giusta motivazione puoi fare amicizia con tutti. Peruviani,Messicani,Tedeschi, Irlandesi , Polacchi, Argentini e tanti ma tanti italiani. Alla fine dobbiamo sempre farci riconoscere no?  Torno a casa alle prime luci dell'alba e nel tragitto osservo la luce del sole illuminare la parte est della cattedrale che risplende di un color ocra. Sono le 8 in punto, voglio solo il mio letto penso. Sono a Salamanca da Settembre e  la mia vita qui scorre veloce. So che non posso fermare il tempo ma se ne avessi la possibilità ,beh, l'idea di rimanere qui in Spagna per il resto della mia vita o magari andare in un paese dove si parla spagnolo mi alletta parecchio.

 P.S.

Consiglio a tutti di partecipare al programma Erasmus, vi si aprirà un mondo. Ma sappiate che oltre alle feste che ovviamente vi faranno divertire come non mai, c'è una grossa parte della giornata che dovrete dedicare allo studio e alla quale dovrete abituarvi in fretta. Se era dispendioso studiare in italiano pensate farlo tutti i giorni per 9 mesi in un'altra lingua!

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L'autore
rizzius93
rizzius93

ho 21 anni, sono originario di Mirano (Ve), studio comunicazione all'università di Padova e attualmente sono in Erasmus in Spagna fino a Luglio.

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