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YoungPress
Film e telefilm
27 Febbraio 2015
Birdman: le etichette della vita

Etichette. Etichette ovunque. Nella nostra vita siamo soggetti tutti i giorni a queste visioni stereotipate di noi. La soluzione per evadere? Nessuna, o meglio, per quanto noi ci sforziamo a cercare un miglioramento in noi, per quanto cerchiamo di smentire ogni giorno i "critici" dei nostri comportamenti, rimarremo sempre succubi dei ricordi che gli altri avranno di noi, mai di quelli che vorremmo avere noi dagli altri.

Questo è il significato che Alejandro Gonzalez Inarritu ha voluto far capire a noi tutti quando, nella sua mente di regista visionario e irriverente, ha deciso di deliziarci con Birdman: o l'imprevedibile virtù dell'ignoranza, film vincitore agli ultimi Academy Awards di ben 4 statuette:  Miglior film, Miglior regista, Miglior sceneggiatura originale, Miglior fotografia.

Riggan Thompson, il protagonista della storia (interpretato da un divino Michael Keaton) è una celebrità in decadenza, un attore che tenta disperatamente di allontanarsi dalla figura che lo ha reso celebre in passato, il supereroe Birdman. Riggan ha abbandonato la popolarità Hollywoodiana per il palcoscenico di Broadway, dove sta cercando di riproporre in scena uno spettacolo teatrale basato sull'opera "Cosa parliamo quando parliamo di amore" di Raymond Carter (scrittore e poeta statunitense) tra peripezie economiche e familiari disastrose. A gravare su di lui c'è la convinzione di aver fallito la carriera di attore sul grande schermo, proprio perchè seppur cerchi di cimentarsi in ruoli nuovi, estranei a lui, sarà sempre ricordato come Birdman. In quattro giorni di programmazione, tre dei quali sono anteprime, Riggan dovrà fare i conti con Mike Shiner (un vulcanico Edward Norton) il nuovo attore del cast che tenterà di usare Thompson come trampolino per la sua carriera. Shiner rappresenta la figura dell'attore perfetto: colui che continua a recitare con tutti nel mondo reale, mentre sul palcoscenico dimostra essere autentico in tutto quello che fa. Nel corso del film, si notano anche difficoltà familari del protagonista: il rapporto sempre più in decadenza con la figlia Sam (Emma Stone) ex tossicodipendente che continua a colpevolizzare il padre sul fatto di non essere ma stato presente nella sua vita. Il problema più grande però, è il tentativo di mettere a tacere l'ego di Riggan, rappresentato proprio dal personaggio di Birdman, con tanto di costume, che riecheggia nella sua testa e tenta di persuaderlo dicendogli che non ha bisogno del teatro e lo invita a ritornare a fare film da Blockbuster. Thompson non regge la pressione della prima: prima distrugge il suo camerino cercando di scacciare Birdman, poi letteralmente stressato attacca con tono disprezzante la più grande critica teatrale del New York Times, Tabitha Dickinson, la quale promette a Riggan che scriverà un giudizio talmente pessimo da far concludere la sua carriera come attore. A questo punto, Riggan esce dal bar, si ubriaca e il giorno dopo si risveglia con acquisiti, come per magia, tutti i superpoteri di Birdman (logicamente tutti frutto di immaginazione) e dialoga con quest'ultimo sul bivio che gli si è posto davanti in questo momento della sua vita: rimanere un attore decaduto che tenta di rialzarsi con il teatro, oppure tornare ad impersonificare l'uomo uccello, riacquistando totalmente il pubblico che negli anni l'aveva dato per disperso. La sera della prima si dimostra un vero successo per Riggan. L'ultimo atto prevede però che dopo una serie di battute, Riggan debba fingere il suicidio, sparandosi alla tempia. Inaspettatamente però, sostituisce la pistola giocattolo con una vera pistola con tanto di caricatore. L'ultima scena vede Riggan all'ospedale, con il viso completamente disastrato. Il suo manager Jake (Zach Galifianakis in uno dei suoi primi ruoli seri, ma sempre con la pazzia che lo contraddistingue in tutti i suoi film) lo informa del successo del suo spettacolo e della critica superpositiva del New York Times. Ora Riggan è tornato ad essere una celebrità, amato da tutti. Dopo essere rimasto solo nella stanza, va in bagno e si ritrova Birdman sulla tazza del cesso mentre sta leggendo un giornale, in silenzio. Dopo aver dimostrato di non essere più schiavo del suo passato, si arrampica sul parapetto della finestra, attirato da uno stormo di uccelli. La figlia Emma, una volta entrata in camer, vede la finestra aperta e guarda prima in basso, verso la strada, temendo il peggio. Sentendo però lo stridere di un rapace in lontananza, alza lo sgurdo, e ride meravigliata.

I motivi per cui Birdman abbia avuto così tanto successo (4 Premi Oscar) sono tanti. Cito personalmente i più significativi:

1) Il Cast

Questo film non verrà solo ricordato per l'interpretazione di Michael Keaton (nomination a miglior attore protagonista) il quale è stato scelto proprio perchè anch'egli, come il protagonista, in questi anni è stato pressocchè dimenticato, ma anche da un cast stellare composto da un lunatico ma sensibile Edward Norton (nomination a miglior attore non protagonista) un'Emma Stone dalla sensibilità divisa tra l'isteria e la fragilità, uno Zach Galifianakis eccentrico ed esuberante, una Naomi Watts felice ed insicura allo stesso tempo.

2) La Fotografia e il piano sequenza

Il film è basato sull'ego del protagonista, ma non solo. Ecco perchè il modo in cui Inarratù ha filmato è stato geniale: egli ha voluto avere un rapporto diretto con il protagonista della scena. Ecco perchè alla fine si dimostra anche a livello di regia un lavoro pressochè perfetto nel cercare di far capire agli spettatori la concomitanza con le varie rappresentazioni di Riggan Thompson (diviso tra attore e Birdman)

3) Riflessioni sulla vita-etichetta

La riflessione più grande che questo film ci porta ha pensare è appunto legata alla scena del discorso tra Riggan e Tabitha ( la critica teatrale). Soffermandosi su una recensione di Tabitha, il protagonista fa esplodere tutta la sua rabbia repressa per il mondo e per i giudizi e le etichette delle persone (tra cui, manco a dirlo, proprio i critici) che l'hanno portato ad autoconsiderarsi un attore in fallimento. Tutto quello che noi cerchiamo disperatamente di dimenticare, di oscurare agli altri facendoci vedere cambiati, diversi, purtroppo non farà altro che accompagnarci sempre, come Birdman faceva con Riggan. Geniale l'idea di scegliere proprio l'uccello come animale simbolo del film: simbolo di libertà, di quiete, di dominio sopra tutto e tutti (scena in cui Riggan vola sopra i grattacieli di Broadway). Ecco perchè Birdman ha colpito così tanto la critica e soprattutto gli spettatori: perchè è un film genuino, portato seppur alla linea sottile tra reale ed immaginario, le quali nozioni sono varie, comprensibili a tutti. Proprio perchè ogni uomo, come recita un detto, ha la propria croce. Anzi, la propria etichetta.

L'autore




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