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Attualità
25 Aprile 2015
La Liberazione: 70 anni dopo. (25 aprile 1945 - 25 aprile 2015)

"Il comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, oggi 25 aprile, in nome del popolo e dei volontaridella libertà e delegato del solo governo legale italiano, ha assunto i poteri di governo." Era il 25 aprile 1945. 

Era il 25 aprile di ormai 70 anni fa, quando la radio risuonò del celebre annuncio del CLNAI, comando partigiano dell'Alta Italia, ma simbolicamente di tutta l'Italia, che di lì a poco sarebbe stata liberata dall'occupazione nazi-fascista. Entro il 1° maggio tutta l'Italia settentrionale fu liberata, mettendo così fine a venti anni di dittatura fascista e a cinque anni di Grande Guerra. 
In realtà la guerra proseguì fino agli inizi di maggio dello stesso 1945, ma quattro anni dopo, nel 1949, grazie ad una legge, il 25 aprile 1945 venne scelto definitivamente come data per celebrare il culmine della Resistenza. È da questo momento che, per il nostro Paese, comincia una nuova fase della storia, quella del secondo Novecento, che portò prima al referendum del 2 giugno 1946, il primo che fu realmente a suffragio universale in cui votarono anche le donne, per scegliere la forma di governo, tra monarchia e repubblica, e poi alla nascita della Repubblica italiana, fino al momento in cui l'Assemblea costituente diede avvio alla stesura e alla successiva approvazione, il 22 dicembre 1947, della Costituzione italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Anche lo stesso Winston Churchill, l'allora primo ministro inglese, si pronunciò: "L'Italia deve la propria libertà ai suoi caduti partigiani perché solo combattendo si conquista la libertà". 

25 aprile. Una data che aveva unito una generazione e che quindi giustamente è stata a lungo esaltata, ma che a volte divideva un Paese che a stento aveva appena trovato la sua unità. Una data spesso oggetto di numerose polemiche. 

Ed oggi? Che fine fanno tutti questi valori?
Sono passati 70 anni da quando il mostro del regime fascista, in Italia, venne stroncato. É passata una vita, una vita intera: è per questo che il passato viene visto attraverso una flebile serratura, perdendo a poco a poco qualche elemento, si parte da quelli più marginali per poi passare a quelli fondamentali, quelli che davvero cambiarono la storia. Ed è così quindi che fatti reali si perdono dentro un museo, dentro la memoria di chi c'era, di chi ha visto in prima persona. Ci si affida quindi a quello che ci trasmettono i telegiornali, le trasmissioni, i film che rispolverano la storia solo per aumentare la propria visibilità. Si perde tutta quella forza che spinse ognuno di quei singoli uomini a dire "basta" e ribellarsi alla loro sorte. 
Ed è così che si dimentica, uccidendo ancora una volta tutti coloro che sono morti per la libertà, che non era la sola libertà di chi 70 anni fa calpestava le strade italiane. È la nostra libertà, la libertà di chi verrà dopo di noi e che, purtroppo, non potrà apprezzare un valore così grande perché offuscato dalla dimenticanza e dalla negligenza di coloro a cui non importa ricordare. 
La resistenza non è una realtà chiusa in un libro di storia. La resistenza è la storia. 

Siamo nel 2015 e che cosa ce ne facciamo di tutta questa libertà?
È libertà vivere in balia di un governo che a stento tutela i civili? È libertà vivere in un Paese in cui ogni giorno i notiziari pullulano di stragi? È libertà vivere in un continuo stato di terrore per rapimenti, abusi, violenze e omicidi? 
Sono passati 70 anni, ma il totalitarismo non se n'è andato. È schiavo il bambino più debole vittima dei soprusi del bullo. È schiava la donna che viene picchiata e violentata. È schiavo l'uomo che si toglie la vita perché licenziato da lavoro. È schiavo chi non consente di ricordare. 
Questa è la cosa peggiore: buttare all'aria tutti gli sforzi di un'intera generazione e continuare a fregarsene, come se quel lontano 25 aprile fosse tutto frutto della fantasia di qualche scrittore mediocre. 
Il 25 aprile non è oggi. Il 25 aprile è tutti i singoli giorni della nostra vita. 
La verità? Purtroppo il 25 aprile non è nemmeno oggi. 

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L'autore
Giada Rustici
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