Corte costituzionale
Al centro del dibattito politico da lungo tempo, la legge elettorale è uno strumento chiave per la democrazia. Non è una norma di rango costituzionale, ma è certamente costituzionalmente rilevante. Nondimeno, la legge elettorale attualmente vigente non è stata varata dal Parlamento, organo sovrano e (sempre meno) rappresentativo. No, in Italia, l'ultima legge elettorale l'ha fabbricata la Corte Costituzionale, con una sentenza cosiddetta "manipolativa", o più precisamente "ablativa di accoglimento". In altre parole, non è stata dichiarata incostituzionale tutta la legge elettorale precedentemente vigente (chiata "Procellum" ma tristemente nota come "Porcellum") bensì parte di essa, lasciando vigente il resto della legge.
Questa è un'operazione complessa e perigliosa, a cui la Corte Costituzionale in genere si sottrae ogni volta che ritiene di poterlo fare. Il motivo è lampante: le leggi le fa il Parlamento, in quanto i suoi membri eletti rappresentano il Popolo italiano. Ad un profano potrebbe sembrare poca cosa, ma in realtà quello esercitato dalla Corte Costituzionale è una prerogativa molto vicina al potere legislativo. Eliminare delle parti di una norma giuridica può alterare in maniera significativa gli effetti della stessa, esattamente come aggiungerne.
Tuttavia, la Corte Costituzionale questa volta non ha potuto esimersi dall'emettere una sentenza ablativa di accoglimento. Questo per due motivi: anzitutto perchè esiste un principio da essa stessa elaborato noto come "indefettibilità della normativa di risulta". Essendo la legge elettorale necessaria per l'ordinamento democratico dello Stato, non si può espungere dall'ordinamento in toto, perchè si creerebbe un vuoto normativo incompatibile con la democrazia fintanto che il Parlamento non provvederebbe a vararne una nuova. Per usare un eufemismo, possiamo dire che il nostro Parlamento non è famoso per essere celere. Cosa accadrebbe se si verificasse l'impensabile e dovessimo andare al voto senza una legge elettorale? Dall'altro lato, non ha neppure potuto lavarsene le mani, viste la quantita di questioni di costituzionalità che negli anni le sono state presentate e la gran quantità di moniti al Parlamento che ha mandato. In precedenza la Corte aveva sempre rispettato le attribuzioni parlamentari fino all'inverosimile, rigettando sistematicamente le questioni di costituzionalità sulla legge elettorale che si è trovata a giudicare. Ad ogni sentenza di rigetto si accompagnava un monito alle Camere. Ma il Parlamento non ha mai deciso. La Consulta si è dunque trovata obbligata ad intervenire a causa dell'inerzia del Legislatore.
La sentenza della Corte Costituzionale ha dunque dato vita alla legge elettorale attualmente vigente, cioè il Consultellum. In sostanza è il Porcellum depurato delle liste bloccate e del premio di maggioranza. Una legge elettorale proporzionale con fortissimi correttivi (appunto incostituzionali) è stata trasformata in una legge elettorale proporzionale praticamente pura (essendo rimasto vigente il solo correttivo della soglia di sbarramento).
Essenzialmente, le ragioni che hanno portato la corte a pronunciarsi con sentenza manipolativa sul Procellum sono tre: