Non capisco perché il Movimento 5 Stelle sia contrario all'Italicum. A mio avviso si è detto contrario perché consapevole di non poter incidere sull'approvazione della legge elettorale.
A loro, l'Italicum, va benissimo. Se la situazione non si modifica radicalmente, alle prossime elezioni ci sarà un ballottaggio, ed insieme al Pd non potrà che andarci il Movimento 5 Stelle.
Senza ballottaggio, ad oggi, il Movimento 5 Stelle potrebbe diventare al massimo il secondo partito in Parlamento. Con l'Italicum, in astratto, potrebbe addirittura battere il PD al ballottaggio. Basterebbe raccogliere al secondo turno i voti degli elettori (per esempio leghisti, ma non solo) fortemente contrari a Renzi ed al suo PD. Beninteso, non è affatto cosa facile, visto che anche il PD raccoglierebbe i voti degli anti-grillini. Tuttavia l'Italicum regala al Movimento 5 Stelle una carta in più da giocare.
Presagi a parte, gli esponenti pentastellati hanno promesso che la battaglia sulla legge elettorale avrà un seguito: la guerra continuerà nelle urne referendarie. Qualche giorno prima dell'approvazione definitiva della nuova legge elettorale, gli esponenti M5S hanno annunciato un'imminente raccolta firme per dar vita ad un referendum abrogativo, ottenendo in breve termine una sponda da Forza Italia, Sel e dall'immancabile Civati.
La domanda è: si può fare?
Dipende.
Certamente non si può fare un referendum che abroghi tutta la legge elettorale. Nel 1993, quando fu proposto lo storico referendum sulla legge elettorale del Senato allora vigente, la Corte Costituzionale bocciò diversi quesiti. Se nel segreto delle urne fossero prevalsi i sì per quei quesiti, la legge elettorale avrebbe smesso di funzionare. Quindi, la Consulta enunciò il principio di "indefettibilità della normativa di risulta", secondo cui la legge elettorale non può essere resa totalmente inefficace da un referendum abrogativo. Lo stesso principio è stato confermato anche dalla sentenza che dichiarò l'incostituzionalità del Porcellum.
La ragione è chiara: l'ordinamento democratico non può permettersi un vuoto legislativo del genere. Cosa succederebbe se il legislatore non riuscisse ad approvare una nuova legge elettorale prima delle necessarie elezioni?
Tuttavia, la storia insegna che se i quesiti incidono su alcune parti non "vitali", il referendum si può fare. Per fare un esempio: si potrebbe proporre l'abrogazione del ballottaggio. In tal caso se nessuna lista raggiungesse il 40% non si attribuirebbe il premio di maggioranza.
Quindi un referendum di abrogazione "parziale" è consentito, ma l'abrogazione totale è senza dubbio vietata.