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Attualità
23 Aprile 2015
Giornata mondiale del libro e del diritto di autore

Quanto tempo è passato da quei "c'era una volta..." lontani?
Quanto tempo è passato dall'ultima volta in cui ascoltavamo quelle storie di principi e principesse, di streghe e draghi cattivi, che ci riempivano gli occhi di entusiasmo e disegnavano sul nostro volto una curva di sorriso.
Quanto tempo è passato dall'ultima volta in cui, accucciati in un letto, abbiamo chiuso gli occhi mentre nelle orecchie risuonava il fatidico congedo di ogni storia che si rispetti: "e vissero per sempre felici e contenti".
Mi pare impossibile che ci sia qualcuno che non si riconosca in questa descrizione. Ogni bambino o bambina ha passato la propria infanzia ascoltando le storie lette dai propri genitori, o chi per loro, e ad immaginare di essere quella principessa chiusa nella torre più alta o il valoroso guerriero che galoppa in sella al suo bianco destriero.

Ma che valore hanno oggi tutte queste storie? E soprattutto, che valore hanno tutti questi libri?
Siamo nel 2015 e siamo entrati, ormai da tempo, nella generazione dell'informatica e della televisione: computer, cellulari, programmi televisivi, videogiochi hanno purtroppo preso il posto dei buoni e vecchi libri. Persino tra coloro che amano leggere si è ormai diffuso il tanto discusso e-book sicuramente molto più pratico da trasportare, ma dov'è finito il piacere della carta tra le dita e l'odore della pagina stampata? Per non parlare poi dei bambini che sempre più raramente passano il loro tempo libero leggendo un buon libro. 
Dai dati raccolti da "L'Italia dei libri 2011-2013", il rapporto sull'acquisto e la lettura dei libri in Italia, commissionato dal Centro per il libro e la Lettura, si può notare un evidente calo medio sia nella percentuale di lettori (dal 49% al 43% della popolazione) sia degli acquirenti (dal 44% al 37%). A questo c'è da aggiungere il fatto che, negli ultimi tempi, il libro sembra tornato ad essere un vero e proprio bene di lusso. Infatti un altro dato che emerge da questo studio è che l'Italia risulta visibilmente divisa a metà: gli acquirenti sono, per la maggior parte, diplomati o laureati, che si collocano in una fascia sociale medio/alta e risultano ad essere le donne coloro che si interessano maggiormente alla lettura (43% delle donne ha acquistato un libro contro il 37% degli uomini; il 48% delle donne sono lettrici contro il 38% degli uomini). Infine si è registrato un aumento nei volumi presi in prestito, con il risultato che in Italia si legge più di quanto si acquista. 

È proprio per supplire a tutte queste mancanze che nasce la Giornata Mondiale del libro e del diritto d'autore, celebrata proprio oggi: il 23 aprile di ogni anno dal 1996, quando l'UNESCO ha riconosciuto la sua validità. L'idea di questa celebrazione nasce in Catalogna.
Ma perché venne scelto proprio il 23 aprile? Anzi tutto è in questa data che si celebra San Giorgio, una festività molto sentita in Catalogna. A ciò poi si aggiunse anche una strana coincidenza: è proprio il 23 aprile che ricorre la morte di tre dei maggiori autori della letteratura mondiale: Miguel de Cervantes, William e Garcilaso de la Vega.
Con questa celebrazione la conferenza generale dell'UNESCO incoraggia tutti, ed in particolare i giovani, a scoprire il piacere della lettura e mostrare un rinnovato rispetto per il contributo insostituibile e incancellabile di quelle persone che hanno promosso il progresso sociale e culturale dell'umanità.
Tutto ciò dovrebbe interessare soprattutto noi. Siamo in Italia, il Paese, per antonomasia e, ormai, per una lunghissima tradizione, di santi e navigatori, ma soprattutto poeti. Esaltiamo quindi il nostro grande patrimonio nazionale.

Leggere è fondamentale. Per i bambini, in primis, perché sviluppa capacità cognitive estremamente importanti, che altrimenti difficilmente verrebbero fuori attraverso il continuo uso di videogiochi, ma soprattutto la lettura stimola la fantasia e fornisce al bambino tutti gli strumenti utili per interpretare il mondo. La passione per la lettura giova, però, non solo ai più piccoli, ma a tutti: "Chi legge ha il mondo in tasca" per citare la casa editrice Fatatrac. La lettura e la cultura in generale sono un'arma potentissima: un popolo colto è un popolo che difficilmente si fa manipolare come un burattino, anche se, a suo tempo, c'era chi disse che con la cultura non si poteva mangiare. Aveva ragione: con la cultura si può fare molto di più.

Chiudo con una citazione del grande Umberto Eco, che spero possa far riflettere molti:
"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro".

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L'autore
Giada Rustici
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