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YoungPress
Stile di vita
08 Febbraio 2015
Natura e Uomo nel 2015

Il distacco fra la massa abitativa dei conglomerati composti da città e paesi, e l'origine naturale delle comunità italiane di un secolo e più fà, ormai è netto e deciso.

La mia professoressa alle medie andava dicendo: "al giorno d'oggi ci sono bambini che non hanno mai accarezzato una mucca, o visto un cavallo".

Riduttivo, ma caratteristica emblematica del periodo di forte distaccamento tra il vissuto delle persone e il naturale "originale" nel quale le comunità vivono.

Mi spiego meglio: fuori dalle strade asfaltate, lontano dallo scorrazzare e scarrozzare di veicoli con motore a scoppio, esiste ancora una cosa chiamata Natura.

Io trovo la Natura quando cammino per campi, quando mi specchio in una pozzanghera, quando il sole rosso tenue tramonta sotto alla linea dell'orizzonte.

 

Trovo la natura quando mi taglio con un coltello per sbaglio, quando vedo la goccia di sangue scivolare, cadere....

Trovo la natura nel tempo: in pochi mesi un campo arato diverrà una piantagione di pannocchie alte 2 metri. Dai poche ore a una collina, e l'inverno la inneverà.

Trovo la natura nello sporco, nel fango, nelle paludi, nella melma: niente più della marcenza è rappresentativo del ciclo di morte e di vita che la Natura implica in sè.

Trovo la natura in un tasso, indipendente e violento, in un rospo, timido saltatore, negli stormi di uccelli migratori che vanno a sud....

 

Io, e ne sono felice, trovo la Natura in molti luoghi. Amo i 3 grandi regni dei viventi, senza esclusioni o preferenze:


Amo gli animali, di cui l'uomo è uno dei tanti;

Amo i vegetali, di ogni specie, dimensione, provenienza;

Amo muffe e funghi, sia per la loro bellezza, sia per la loro bontà se ben cucinati;


La coesistenza di questi tre regni è una simbiosi meravigliosa che si trascina da tempo immemore.

MA.......

Ma oggi siamo nel 2015.

La natura è considerata sporca

La natura è considerata pericolosa

La natura è sconosciuta, perchè uomini e donne si ritirano nelle roccaforti di cemento e metallo che chiamano Città.

La natura fa paura, è misteriosa, da rifuggire. Questi dei devastanti tratti di physisfobia, ovvero di timore verso ciò che è naturale, non creato dall'uomo.


Ci sentiamo al sicuro nelle nostre case, connessi a internet tramite i nostri computers, ci sentiamo protetti a longo termine.

Accumuliamo cibo, ricchezze, costruiamo mausolei per noi stessi, 
Facendo questo, ci distacchiamo da quel mondo fatto di natura che ha cresciuto l'uomo, inteso come l'intera storia dell'uomo, e da cui l'uomo si sta invece isolando.

Scrivendo queste righe, Nietzsche non alludeva solamente a religioni e metafisiche deliranti, antiterrene:

 

« Vi scongiuro, fratelli, restate fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze!

Essi sono degli avvelenatori, che lo sappiano o no.

Sono spregiatori della vita, moribondi ed essi stessi avvelenati,

dei quali la terra è stanca: se ne vadano pure! »

                                                                                                                                        -Friedrich Nietzsche, "Così parlo Zarathustra";

 

"Restate fedeli alla terra" è un messaggio rivolto a una umanità che NON DEVE distaccarsi dalla sua Terra, dalla sua Natura, dal suo andamento dei fenomeni naturali.

"Restate fedeli alla terra" è un invito a non tradire il nostro antico essere Umani.

"Restate fedeli alla terra" è, in definitiva, un richiamo all'ordine terreno, una disposizione che l'uomo deve seguire, per ritrovare in sè l'Uomo stesso.

 

Io, nel mio piccolo, continuerò a fare passeggiate per campi e colline, a vedere animali e piante, muffe e e funghi.

Continuerò a gioire per tutto questo....

Perchè, si, viviamo nelle decadi che verranno ricordate come gli anni della "Rivoluzione Informatica".

 

Ma questo non deve distaccare noi, gli Uomini e le Donne, dal vivere sulla Terra,

dal vivere La Terra.

 

MLocatelli

 

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L'autore
Marco Loukzster
Marco Loukzster

nulla è reale; tutto è lecito

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